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i tifosi vercellesi al seguito della Pro a Ferrara
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(r.m.) – Si parte al mattino, appuntamento ore 9 in Via XX Settembre, il pullman organizzato dei tifosi della Pro Vercelli per la gara contro la Spal si riempie poco a poco. Arrivano alla spicciolata, chi già fresco e arzillo chi ancora assonnato, ogni tifoso ha qualcosa della sua squadra, chi la sciarpa, la maglia, il cappellino, la felpa. Si conoscono tutti, la fede li unisce, abbracci e strette di mano. Ci sono i giovani del West Side, ma anche anziani tifosi, coppie, padri e figli.
Breve conta dei presenti, siamo cinquanta, si parte!
Si legge il giornale, si parla della Pro, si ricorda qualche trasferta e qualcuno dice che dopo Ferrara sta preparando quella di Sorrento e magari approfittando della bellezza di quel posto organizza anche una mini vacanza. Marco Veronese, super tifoso, da disposizione per le fermate agli autisti.
Ovviamente i ragazzi sono i più vivaci: inizia qualche coro, oltre che calcistico spesso anche goliardico, come è nello stile degli ultras.
Alla prima sosta in autogrill escono dal baglio vino e birra, partono altri cori, si preparano gli stendardi da esporre alla stadio. Qualche foto ricordo e si riparte.
Man mano che si avanza lungo l’Autostrada del Sole cresce l’allegria, salgono i cori fino alla fermata per il pranzo, nel cuore dell’Emilia. Ed anche in questo autogrill i tifosi vercellesi si fanno riconoscere per una contagiosa allegria, qualcuno scambia anche questa abbondanza di bianco con un pizzico di nero con i tifosi della juve (che ironia della sorte percorrono la stessa autostrada per andare a Cesena). Ma quando, a richiesta di qualcuno dicono di essere “della Pro Vercelli” ecco che tutti riconoscono, dando verità alla teoria che, qualunque categoria faccia, la Pro Vercelli è conosciuta al pari della grandi società di Serie A, per la sua storia e la sua tradizione. Non può mancare nemmeno qualche coretto contro i cugini novaresi, che se la passano male in campionato, l’auspicio di tutti è il derby il prossimo anno, in serie B.
Dopo la sosta si riparte, stavolta dritti a Ferrara, si attraversa lo svincolo di Bologna e con l’avvicinarsi della città estense tornano a salire canti e cori che di lì a poco verranno ripetuti allo stadio.
All’arrivo in città ci si aspetta di essere scortati dalle forze dell’ordine, ma all’uscita dell’autostrada non troviamo nessuno. Il pullman prosegue tranquillamente fino allo stadio, dove trova parcheggio proprio dietro al settore ospiti. I tifosi della Pro scendono e raggiungono il settore ospiti, manca ancora parecchio all’inizio della partita, lo stadio è ancora mezzo deserto e si sentono solo i fans dei bianchi, che nel frattempo hanno occupato il settore con vessili e bandiere.
Con il passare dei minuti arrivano anche i sostenitori spallini, non tantissimi e nemmeno troppo numerosi. Annuncio delle formazioni, entrano in campo le squadre. Dal settore ospiti sale l’urlo “Forza Pro!”, a questo punto, con grande sorpresa, lo stesso coro, con ugual possenza, sale anche dalla tribuna dove scopriamo che un'altra cinquantina di tifosi vercellesi ha preso posto. La Pro non è sola, anzi è benissimo accompagnata.
La partita non si mette bene, i vercellesi arrancano e subiscono il goal della Spal. Ma i ragazzi al seguito non demordono e continuano ad incitare la squadra. Finisce il primo tempo, gli spallini in vantaggio si fanno sentire, c’è anche qualche “sano” scambio di cori, normale nelle partite se non c’è un gemellaggio.
La ripresa vede una Pro più vivace, più all’attacco alla ricerca del pareggio, i tifosi dei bianchi lo vedono e lo sentono e non fanno mancare l’incitamento, però più passano i minuti e più lo spettro della sconfitta aleggia in campo e sugli spalti.
Siamo al novantesimo, quattro minuti di recupero, lo spettro diventa paura, la Pro tenta gli ultimi assalti, cross in area, il più piccolo degli attaccanti vercellesi, Martini, svetta di testa e mette dentro. E’ il sospirato pareggio! Nel settore ospiti è il delirio, tifosi saltellanti e ubriachi di gioia ricevono il saluto dei giocatori festanti, in tribuna balzano in piedi tutti i vercellesi, Rizzi, Romairone e il presidente Secondo stringono i pugni dalla gioia, anche il settore dei giornalisti vercellesi esplode.
Finisce in parità con le bianche casacche ad applaudire, ricambiate, i propri tifosi.
I play off sono più vicini, ancora due sforzi.
Dopo pochi minuti si è tutti sul pullman, pronti a ritornare a Vercelli, stavolta la polizia ci scorta fino all’autostrada, ovviamente non ci sono problemi di ordine pubblico.
Durante il ritorno proseguono i canti e i cori, più goliardici che calcistici. Si commenta la partita della Pro ma anche quelle della serie A, si racconta di vecchie trasferte, qui ci sono persone che ne hanno fatte decine e decine. Si parla apertamente dei play off, un miraggio all’inizio del campionato ma ora splendida realtà.
La stanchezza affiora e nel pullman il tono del vociare diminuisce, si ascoltano le partite del Milan e della Juve.
Sono le nove quando arriviamo a Vercelli, dodici ore dedicate alla squadra del cuore, ma sicuramente tutti contenti di aver fatto questa trasferta, di aver portato il nome di Vercelli in giro per l’Italia.
L’impressione netta è che per questi tifosi la Pro Vercelli è davvero un grande amore, una passione sconfinata. “You’ll never walk alone” cantano i tifosi del Liverpool nel loro inno celeberrimo, “Non sarai mai sola” si può dire anche per la Pro con dei tifosi così.