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02/01/2012 - Biella - Enti Locali
PROVINCIA DI BIELLA – Vigliocco: “Ministro venga a Biella così vede come funzionano i servizi ferroviari”
PROVINCIA DI BIELLA – Vigliocco: “Ministro venga a Biella così vede come funzionano i servizi ferroviari”
Marco Vigliocco
Il presidente dell’associazione trasporti e pendolari biellesi Marco Vigliocco in merito alla questione degli aumenti degli abbonamenti e dei biglietti  ha scritto una lettera al Presidente del consiglio Mario Monti ed al ministro Corrado Passera nella quale illustra tutte le problematiche. “Oggi per i pendolari piemontesi inizia un nuovo anno all’insegna degli aumenti- si legge all’interno della lettera- infatti da oggi acquistare un biglietto o un abbonamento ferroviario costa il 18% in più, mentre per autobus, tram e metropolitana si aggiunge il 20%. Purtroppo, però, i servizi sono uguali a quelli di ieri, assolutamente scadenti. La colpa a chi va? Gli aumenti sono certamente responsabilità del Governo, perché non arrivano i fondi in statali in periferia, ma chi deve decidere sugli aumenti è la Regione, che tra l’altro è una delle poche, se non l’unica, Regione che ha atteso l’anno nuovo per aumentare i costi dei biglietti”. Inoltre Vigliocco mette in luce anche la questione relativa ai servizi. “La colpa dei servizi scarsi di chi è? Delle aziende di trasporto o delle amministrazioni locali –prosegue il presidente- certo, ma nel caso di Trenitalia, il problema credo che sia un po’ più complesso. La Regione Piemonte si è impegnata con il cambio d’orario dell’11 dicembre scorso, a farci avere treni ristrutturati, con più posti a sedere, puliti, confortevoli, con annunci sui ritardi, e tanti altri servizi che ci ha fatto pensare di avere quasi dei “Freccia Rossa dei poveri”. Bene, così non è stato, “ci vogliono tempi più lunghi”, “si sta iniziando”, “dobbiamo mettere a regime…” ci siamo sentiti dire, ma i disservizi sono aumentati. I convogli sono perennemente in ritardo, i guasti ai treni ed ai binari sono all’ordine del giorno, il personale non sempre assiste i viaggiatori e spesso capita anche ai pendolari di non riuscire a salire sui treni perché troppo “corti”, dovendo restare magari un’ora in più sulla banchina ad attendere il treno successivo. Da chi dipende? Da Trenitalia ed Rfi, i cui vertici dipendono da nomine del Governo nazionale. Allora? Beh, allora sarebbe il caso che Voi interveniste sull’azienda, perché oltre ai bilanci, risanati dall’Alta Velocità, esistono anche i servizi ai cittadini. La legge finanziaria del 2009, oltre a rendere difficoltosa la concorrenza a Trenitalia per gli operatori privati, obbliga di fatto le Regioni a firmare i contratti di servizio con Trenitalia, costringendo noi a pagare (attraverso le tasse ed i biglietti) un “non servizio”. Certo Trenitalia è considerata un’azienda privata, ma finché farà parte del Gruppo Ferrovie dello Stato, partecipata dallo Stato, e finché gli amministratori verranno nominati dal Governo, la responsabilità sarà pubblica. Siccome noi siamo quindi costretti anche a pagare molti stipendi, anche di chi rinuncia all’indennità di Governo per prendere quella di parlamentare, vorremmo anche avere delle risposte serie e vedere fatti concreti, soprattutto quando siamo chiamati a fare sacrifici per sanare una situazione dovuta ad un gestione poco oculata. E’ inevitabile che la periferia non abbia molto potere contrattuale con un’azienda nazionale che detiene il monopolio. Dovrebbe essere lo Stato a farsi sentire. Il dialogo con Rfi (completamente pubblica) e Trenitalia non è semplice, ma certamente se ci fosse (in passato ci aveva provato il Sottosegretario Giachino, mostratosi comunque troppo debole) un interlocutore di peso, sarebbe più agevole. Piaccia o non piaccia, i pendolari sono il motore dell’Italia, perché in un momento di crisi sono quelli che accettano di spostarsi per lavorare e contribuire quindi a mantenere viva l’economia, consentendo anche alle grandi città (ad esempio Torino e Milano, nel nostro caso) di continuare a produrre. Ma ci sono anche gli studenti, che non producono, ma consentono al Paese di investire e prepararsi al futuro. Molti viaggiatori, inoltre, sono costretti a spostarsi per l’assenza di servizi – spesso sanitari – all’avanguardia nei territori più piccoli. Perché allora non dare un sostegno al motore dell’Italia? Volete la crescita del Paese? Allora dimostratelo, aiutate chi si sposta per continuare a produrre, a chi non abbandona il proprio territorio o l’Italia, ma affida i propri spostamenti a Voi, al servizio pubblico. Il Presidente Napolitano a Biella ha lanciato un appello, perché il Biellese esca dall’isolamento. Le istituzioni regionali e locali hanno ripreso l’appello, ma poi si sono sedute ad attendere. Noi cittadini non possiamo più attendere. Avete, con altre accise sulla benzina, recuperato fondi per evitare tagli ai servizi, ma ora si tratta di investire. Ho ben presente il Freccia Rossa, che utilizzo almeno una volta al mese per lavoro, nessuno pretende tale servizio, ma pretendiamo che Trenitalia non si occupi solo delle eccellenze, ma anche dei treni dei pendolari, i treni a bassa velocità. Nei giorni scorsi un giornale nazionale, nelle pagine regionali ha scritto dei tagli ai rami secchi della ferrovia, inserendo un’immagine della stazione ferroviaria biellese, che conta quotidianamente 3000 pendolari e che potrebbe contarne di più se solo funzionassero i treni. La politica locale è stata capace di perdere il collegamento diretto con Torino, anche perché la nuovissima stazione di Torino Porta Susa non permette il transito dei treni diesel (che sono la maggior parte dei treni locali); ci ha dato un collegamento Biella-Milano che impiega 108 minuti (esclusi i ritardi) a percorrere 97 chilometri. Ci sembrano prese in giro, così non si va da nessuna parte e le persone a forza di ritardi, rischiano di perdere il posto di lavoro. A Biella hanno rifatto la stazione e ci sono ostacoli per i diversamente abili, con banchine più basse dei treni ed altre mille problematiche. Abbiamo presentato un esposto al Ministero, mesi fa, ma non ci è mai giunta risposta”. Infine Vigliocco coglie l’occasione per invitare il Ministro a vitare Biella per vedere come funzionano i servizi. “Le chiediamo un momento del Suo prezioso tempo-conclude- per conoscere la situazione e poi sarà Lei a decidere cosa fare. Noi chiediamo un intervento da parte del Governo su Trenitalia ed Rfi, perché ovunque in Italia si possa cominciare a risolvere il problema dei ritardi, dei treni sporchi e dei guasti. Accolga il nostro invito e venga a trovarci, saremo lieti di spiegarLe come funzionano, o meglio non funzionano, i trasporti e Le spiegheremo anche perché aumentando i biglietti si rischia di perdere incassi”.


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