| 25/01/2011 - Cuneo - Salute & Persona |
DALL’OSPEDALE SANTA CROCE, I PASTI SERALI SERVITI IN CARITAS
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Sempre più persone si rivolgono alla Caritas per consumare un pasto caldo
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Il progetto, che vede collaborare l’Ospedale Santa Croce di Cuneo, la Caritas e L’Amos S.c.r.l. ha presso piede in via sperimentale prima delle feste Natalizie. Sempre più persone, purtroppo, risentendo delle ristrettezze del difficile periodo socio-ecomonico, si rivolgono alla Caritas per consumare un pasto caldo. “Le richieste sono molte, e stanno aumentano sotto i nostri occhi. Da un po’ di tempo accedono alla mensa della Caritas anche le donne, a volte giovani famiglie. Per noi diventa sempre più importante poter garantire un pasto serale, oltre a quello diurno, nel periodo delle feste e non solo.” Con queste parole Claudio Mezzavilla, Direttore Caritas, durante l’incontro fatto con Daniele Caldera, Responsabile Amos della ristorazione ospedaliera, esprime preoccupazione nel vedere che le necessità aumentano, che ci si trova di fronte a famiglie intere che attraversano momenti difficili. Ed è così che è partito il progetto dei pasti serali serviti nei fine settimana. Promotrice dell’iniziativa è stata la Dottoressa Luisa Varetto, Direttore Sanitario dell’Ospedale Santa Croce, da sempre sensibile ai problemi sociali. Poi la riunione tra la Caritas e l’Amos, ha portato a concretizzare le idee. Gli accordi, inizialmente presi per dare il servizio nei due week end festivi, sono stati ampliati, e l’iniziativa è continuata fino a Domenica 23 gennaio, con gradimento ed apprezzamento delle persone coinvolte. Nei giorni stabiliti, alle 18,30 i volontari della Caritas ritirano i pasti confezionati negli appositi contenitori termici, presso le cucine dell’Ospedale. Una volta giunto in Caritas il pasto è servito grazie al prezioso aiuto dei liceali volontari. Così, con la buona volontà di tutte le persone coinvolte, si riesce ad offrire, anche di sera, del cibo nutriente, preparato con cura, nel tentativo di condividere concretamente, con chi in questo momento ha più bisogno e rendendo quindi un servizio alla comunità che va oltre quello dovuto, del pasto ospedaliero. “Sono molto contento, - dichiara Daniele Caldera, - di essere stato coinvolto in questo progetto, e di poter dare il mio contributo per la realizzarlo. L’’iniziativa è stata messa in piedi in poco tempo, per testarne i risultati, ma non si fermerà qui. Siamo tutti d’accordo ad incontrarci quanto prima, per decidere come continuare, organizzandoci in modo in modo tale da farlo diventare una prassi”.
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