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25/01/2011 - Cuneo - Salute & Persona
CASE DI RIPOSO: SERVIZIO SOCIALE O LUSSO PER POCHI? - La Cgil si interroga, dopo il caso della Struttura di Revello
CASE DI RIPOSO: SERVIZIO SOCIALE O LUSSO PER POCHI? - La Cgil si interroga, dopo il caso della Struttura di Revello
Revello

IL CONSISTENTE AUMENTO DELLE RETTE DELLA CASA DI RIPOSO DI REVELLO RIPROPONE ALCUNE RIFLESSIONI: LA VECCHIAIA STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ UN LUSSO PER POCHI.



Nonostante negli ultimi decenni, l’aspettativa media di vita si sia sempre più innalzata, le risorse destinate alla popolazione anziana sono sempre di più in calo rispetto al reale fabbisogno.


Lo ha evidenziato il governo con la legge finanziaria del 2011 che ha previsto tagli consistenti a tutti i fondi per le politiche sociali sino ad arrivare all’azzeramento di alcuni e tra questi quello per i non autosufficienti. Altri tagli consistenti agli enti locali e alla sanità.


Questa politica sta producendo i suoi effetti negativi sui cittadini. In questo contesto le case di riposo stanno diventando progressivamente dei luoghi per pensionati che hanno redditi medio alti. Le case di riposo costano mediamente 1300 euro al mese per gli “autosufficienti”, costano fino a 3.000 euro per i non autosufficienti in posti non convenzionati.


I pensionati della nostra provincia percepiscono mediamente 1.025 euro al mese se uomini, 530 euro al mese mediamente se donne.


I costi delle case di riposo sono in continuo aumento non così le pensioni.


I servizi offerti sono progressivamente in calo per la politica che viene effettuata sul personale, che ridotto ai minimi termini, si traduce oggettivamente in minori servizi assistenziali e attenzioni verso gli anziani.


Riteniamo che la problematica delle case di riposo vada affrontata complessivamente in quanto questo servizio sociale, fondamentale per la popolazione anziana, non può essere lasciato al “libero mercato”. Vanno ampliati i posti per i non autosufficienti in convenzione con le ASL anziché ridurli. Va rivisto il sistema della integrazione delle rette per gli anziani con i redditi più bassi.


Occorre cioè ampliare l’intervento del pubblico per garantire gli anziani con redditi medio bassi di potersi permettere un luogo in cui vivere gli ultimi anni della vita, quando la famiglia non c’è o non è in condizione di aiutare l’anziano.


Le Segreterie


Lina Chialva- Rinaldo Olocco- Giovanni Corazza


 

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