Dimezzare. Secondo il vocabolario vuol dire “dividere una cosa in due metà”.
La nozione tradotta in senso letterale dice che il futuro delle provincie piemontesi è a quattro. Cui si aggiunge la provincia “metropolitana” di Torino.
Questo il senso della decisione presa nella notte dal Consiglio dei Ministri che ha varato il Decreto comprendente le misure di “spending review”. Tra i molti provvedimenti anche la riduzione a “non più di 50” degli Enti intermedi.
In Piemonte sono attualmente otto.
AccorpandoAlessandria ad Asti e Vercelli a Biella, Novara, Vebano Cusio Ossola, si ottiene appunto 4. Restano “autonome” Torino e Cuneo. La metà di otto.
Appare quindi difficilmente realizzabile l’ipotesi di “salvare” la provincia riunita di Vercelli e Biella. A meno che, diventando la città di Torino "Provincia metropolitana" con la conseguente soppressione della attuale Amministrazione provinciale, le carte non tornino a mescolarsi.
Fino a ieri le voci circolate davano per “congelato” l’argomento e rinviato ad un prossimo Consiglio dei Ministri, previsto per fine luglio o settembre.
Poi le cose hanno preso un’altra piega e la notte ha evidentemente portato…consiglio.
Profondamente riviste e ridotte anche le competenze riservate ai futuri Enti intermedi, mentre molte materie saranno trasferite alla competenza dei Comuni.
Entro i prossimi 20 giorni il Governo dovrà definire i criteri – territorio e popolazione – in base al quale procedere alla riduzione dalle attuali 110 alle future 50 provincie.
Infine, una vera mazzata per le Prefetture: una sola a Torino in tutto i Piemonte.
In giornata ulteriori aggiornamenti sul futuro delle pubbliche amministrazioni del territorio piemontese.
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