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23/08/2009 - Vercelli Città - Cultura e Spettacoli
ANFITEATRO - La Regione ha deciso di sospendere temporaneamente i lavori di riqualificazione della zona di Ca’ da Rat - L’anfiteatro vercellese, il più grande d’Italia, continua a giacere desolatamente sottoterra
ANFITEATRO - La Regione ha deciso di sospendere temporaneamente i lavori di riqualificazione della zona di Ca’ da Rat - L’anfiteatro vercellese, il più grande d’Italia, continua a giacere desolatamente sottoterra
L'anfiteatro vercellese aveva una capienza di diciassettemila persone

E' l'anfiteatro più grande d'Italia, ma l'area che lo ospita necessita di riqualificazione e molti dei reperti archeologici presenti sono ancora da catalogare con esattezza. Per diversi motivi, tra cui la necessità di un parere tecnico da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Torino, la Regione Piemonte ha sospeso temporaneamente i lavori di riqualificazione dell'area di Vercelli conosciuta come Ca' da Rat. Lo riferisce tra i tanti il blog del Movimento Città Futura. Infatti, la Regione ha dato corso al provvedimento dietro la sollecitazione del consigliere Mariano Turigliatto, che sulle sorti dell'area aveva presentato un'apposita interrogazione. Adesso la Commissione  regionale per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali ha dato un temporaneo stop ai lavori, in attesa di un pronunciamento definitivo. A inizio anno era stato annunciato, come si ricorderà, l'inizio di imponenti lavori di riqualificazione dell'area tra viale della Rimembranza e Corso De Rege, dove già da decenni si è a conoscenza della presenza dei ruderi di un ampio anfiteatro di epoca romana. Sull'area, oltre a un'opera di mantenimento dei reperti e di riqualificazione, potrebbero essere realizzati piazze, parcheggi sotterranei e novanta appartamenti da collocare a semicerchio seguendo il profilo delle stesse rovine. Il suggestivo progetto, redatto dall'amministrazione comunale vercellese, è però criticato da alcuni che temono per la sorte delle rovine e per l'impatto ambientale, in particolare, dei parcheggi nel sottosuolo. Insomma, sulla sorte dell'area regna il dibattito e la polemica da un po' di tempo. Quello che invece non stupisce è l'importanza del ritrovamento poiché è noto che, in epoca Romana, Vercelli fosse una città importante. Si pensi per esempio che esiste un'ipotesi storica secondo la quale la città si chiamava Meropoli, dal nome del suo fondatore, e che fosse tanto ampia e fortificata da estendersi sino all'odierna Borgo Vercelli. Le mura che circondavano la città sarebbero state intervallate da ben 300 torri di protezione. Quindi non deve stupire che sia stato trovato un edifico in grado di contenere diciassettemila persone.

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